Il tribunale ha obbligato Microsoft e OpenAI a rivelare documenti interni sulla raccolta di dati

Il tribunale ha obbligato Microsoft e OpenAI a pubblicare la corrispondenza interna relativa ai metodi di raccolta dati per l'addestramento delle reti neurali. In precedenza, le aziende avevano tentato di nascondere questi documenti, citando la riservatezza, ma la decisione del tribunale ha portato alla loro divulgazione nell'ambito di un'indagine antimonopolistica.
Nelle lettere pubblicate, i dirigenti delle aziende hanno definito in privato il massiccio parsing dei contenuti di notizie come "un furto incredibile" e "un ciclo di morte" per l'industria editoriale. Queste affermazioni sono in netto contrasto con le dichiarazioni pubbliche delle corporation secondo cui l'utilizzo di materiali protetti da diritti d'autore rientra nella dottrina dell'uso lecito (fair use).
Le discussioni interne sottolineano le preoccupazioni della dirigenza riguardo alla sostenibilità a lungo termine degli attuali modelli di addestramento. Uno dei dipendenti di alto livello ha caratterizzato il processo di raccolta dati come "il più grande furto di lavoro nella storia dell'umanità", mettendo in discussione la legittimità giuridica dei campioni di addestramento su cui si basano le moderne LLM.
La divulgazione della corrispondenza è stata un punto di svolta in una serie di azioni legali da parte di società di media e titolari di diritti. I documenti resi ora disponibili al pubblico possono essere utilizzati come base di prova nei procedimenti in corso per violazione dei diritti d'autore e concorrenza sleale.
Questo incidente crea un precedente per future indagini nel settore dell'AI. La pubblicazione della corrispondenza discussa su Hacker News costringe i giganti tecnologici a rivedere la loro strategia di difesa in tribunale e potrebbe portare a un inasprimento delle richieste di trasparenza sulle fonti dei dati per l'addestramento delle reti neurali.



