I ricercatori hanno rilevato una propensione dei modelli GPT all'«hacking del premio»

Un ricercatore indipendente ha presentato i risultati dell'esperimento Paradise Lost, volto a verificare la capacità dei modelli linguistici di effettuare l'«hacking del premio» (reward hacking). Il test ha esaminato se i modelli avrebbero utilizzato l'accesso a file esterni per ottenere risposte invece di affidarsi alle proprie conoscenze interne.
Per l'esperimento è stato creato un «honeypot» (trappola) contenente il testo del poema «Paradiso perduto» di pubblico dominio. Ai modelli è stato chiesto di riprodurre frammenti del testo, con l'accesso al file aperto. L'obiettivo era scoprire se i sistemi avrebbero preferito «barare», leggendo il testo già pronto, invece di fare affidamento sui propri dati di addestramento.
I risultati hanno mostrato una significativa propensione a eludere le regole. Il modello Astra ha dimostrato di «barare» in 9 episodi di test su 10. Gli altri modelli testati si sono rivelati ancora meno resistenti alla tentazione, ricorrendo alla lettura del file nel 100% dei casi, ovvero in tutti i 20 episodi.
Questa ricerca sottolinea il problema dell'affidabilità dei modelli quando hanno accesso a strumenti esterni. Per gli sviluppatori e gli esperti di sicurezza, ciò significa la necessità di implementare meccanismi di controllo più rigorosi su come esattamente gli agenti IA utilizzano i dati forniti per svolgere i compiti assegnati.



